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La Signoria dei Malatesta
La Signoria dei Malatesta è quel territorio che si sviluppa lungo il corso dei due principali fiumi della provincia di Rimini, dove si trovano diversi siti di epoca medievale appartenenti alla Signoria dei Malatesta

Santarcangelo di Romagna

Santarcangelo è una cittadina bella e importante. Tutto il centro storico è vivo, fatto di case e palazzi ben curati, ottimi ristoranti e osterie, viuzze e scalinate che conducono a piazzette sempre animate. L’atmosfera è quella di un grande borgo che vuole vivere con i ritmi giusti, attento al proprio aspetto: gli ospiti percepiscono subito una forte identità romagnola. Santarcangelo si sviluppa in epoca romana. Gli storici affermano che il primo insediamento ebbe luogo dopo la formazione della vicina Rimini, attorno al 268 a.C.. La costruzione della grande Via Emilia, che oggi attraversa la città, favorì già a quei tempi i commerci e l’aumento di popolazione. Il cuore del paese antico è adagiato su un morbido colle chiamato colle di Giove; qui ancor oggi è ben riconoscibile la tipica struttura del borgo fortificato medioevale. Il Medioevo lasciò una impronta indelebile sulle contrade alte del centro storico sui cui domina la solida Rocca, baluardo strategico sulla pianura circostante. I Malatesta che governavano il paese già nel XIII secolo, resero il castello grande e ricco. Nel 1828 Santarcangelo viene fregiata da Papa Leone XII del titolo di Città. Nel 1984 viene attribuito a Santarcangelo il titolo di Città d’Arte.

Montebello e Torriana

Su alcuni scogli di roccia tipici della Valmarecchia, che in tempi di invasioni e ostilità rappresentavano un’ottima difesa naturale, si distinguono i profili di Torriana e Montebello. Due roccaforti imprendibili che hanno visto gli splendori della Signoria dei Malatesta e le battaglie aspre con i castelli e le truppe del Montefeltro. Due borghi che nei secoli hanno avuto sorti diverse: Torriana si è modificata ed è divenuta il capoluogo comunale, il borgo di Montebello è rimasto praticamente intatto e il suo silenzio, durato secoli, è oggi la sua fortuna essendosi preservato come una vera isola di storia e cultura. Tanta storia, ma non solo; ci sono anche misteriose leggende e c’è un ambiente naturale particolarmente ricco e importante.
Torriana si chiama cosi solo dal 1938; prima aveva un nome sicuramente meno dolce ma che da solo bastava a descrive l’asprezza di un luogo tutto abbarbicato sulla nuda roccia. Il suo nome era “Scorticata”. C’è chi sostiene che nei sotterranei della fortezza di Torriana sia stato ucciso Gianciotto Malatesta resosi tristemente famoso per aver messo tragicamente fine all’incontro tra sua moglie Francesca e suo fratello Paolo.

Verucchio

Chi partendo dalla pianura risale la Valle del Marecchia vede, a poca distanza dal mare, forti speroni di roccia che sovrastano il corso del fiume. Sul primo di questi, in una posizione tanto privilegiata e spettacolare da poter spingere lo sguardo su tutta la costa romagnola e sui primi monti dell’Appennino, sorge Verucchio. Più in alto di tutti è la potente Rocca che domina il borgo scelto dai Malatesta come luogo di origine della famiglia. Una capitale malatestiana dunque (per tradizione Verucchio è detta “Culla dei Malatesta”), ma che vanta una storia più antica di millenni, la storia di una popolazione raffinata oggi raccontata in un museo dove si ammirano reperti di straordinaria bellezza, unici in Italia. Tra il IX e il VII secolo avanti Cristo viveva a Verucchio un popolo evoluto, si sostiene di origine etrusca, che ha testimonianza d’arte e cultura incredibilmente raffinate. Si tratta della cosiddetta civiltà Villanoviana (ma sarebbe più giusto dire Verucchiese – Villanoviana), che dopo numerose campagne di scavo, possiamo oggi conoscere attraverso tessuti rarissimi, oggetti in legno, bronzi, ceramiche, preziosi gioielli d’oro e d’ambra, armi e strumenti della vita quotidiana. Praticamente unico il grande trono di legno intarsiato che è stato rinvenuto.

San Leo

San Leo, detta già Montefeltro, è situata a metri 583 s.m., nella Val Malrecchia (SS 258), su un enorme masso roccioso tutt'intorno invalicabile; vi si accede per un'unica strada tagliata nella roccia.
Sulla punta più alta dello sperone si eleva l'inespugnabile Forte, rimaneggiato da Francesco di Giorgio Martini, nel XV secolo, per ordine di Federico lll da Montefeltro.
L'antichissima città che fu capoluogo (dall'origine alla fine) della contea di Montefeltro e teatro di battaglie civili e militari per circa due millenni, assunse con Berengario II il titolo di Capitale d'ltalia (962-964).
La città ospitò Dante ("Vassi in San Leo...") e S. Francesco d'Assisi, che qui ricevette in dono il Monte della Verna dal Conte Orlando di Chiusi nel Casentino (1213). Si conserva ancora la stanza ove avvenne il colloquio fra i due uomini.
Nel forte, trasformato in prigione durante il dominio pontificio, furono rinchiusi il Conte di Cagliostro, che vi morì nel 1795, e Felice Orsini (1844).
Notevole il patrimonio architettonico conservato

San Marino

Corre l'anno 257 d.C. quando l'imperatore Diocleziano emana un editto per la ricostruzione delle mura di Rimini, distrutte da Demonstene, re dei Liburni. Tra i tagliatori di pietra e incisori chiamati da tutta Europa, due, giunti dalla Dalmazia (esattamente dall'isola di Arbe, antica colonia di origine romana), sono destinati a rimanere nella memoria di molti: Marino e Leo. .....così inizia la leggenda che racconta la creazione deille località San Marino e San Leo....E' certo che la zona fu abitata fin dai tempi preistorici, ma è solo dal periodo medioevale che abbiamo notizie certe sull'esistenza di una comunità organizzata. Qualunque sia la verità, la leggenda è di certo l'espressione della forte volontà di indipendenza degli abitanti del Monte Titano e suggella l'immagine suggestiva di "antica terra della libertà".